13 dicembre 2017

cittadini al di sopra di ogni sospetto

Consip, Sessa e Scafarto sospesi dal servizio per depistaggio

E non stiamo parlando di carabinieri di basso rango, Stiamo parlando di due alti ufficiali, il maggiore Gianpaolo Scafarto e il colonnello Alessandro Sessa , poi con le indagini in corso, promosso maggiore che """"non hanno agito in modo retto, probo e osservante dei propri doveri verso la legge e le istituzioni di riferimento e quelle di appartenenza"."""" Come si legge con il linguaggio burocratese

I due sotto indagini, hanno occultato e cancellate prove come la cancellazione dei messaggi WhattsApp che due si scambiavano. Per due "normali" imputati, sarebbe scattato l'arresto precauzionale immediatamente, proprio per evitare l'occultamento o depistaggio di prove! Per i due eccellenti, invece no. I due al di sopra di ogni sospetto avrebbe detto Gian Maria Volontè

C'è ancora qualcuno che pensa al cesto con le mele marce e quelle buone? Come ai "servizi deviati"?

I Lager libici, come fabbrica di sfruttamento dei corpi



Migranti, la denuncia di Amnesty: governi europei complici delle torture ​Il rapporto descrive come i governi europei, per impedire le partenze dal paese, stiano attivamente sostenendo un sofisticato sistema di violenza e sfruttamento dei rifugiati e dei migranti da parte della Guardia costiera libica
Il rapporto, intitolato "Libia: un oscuro intreccio di collusione"

In testa l'Italia del governo Gentiloni e di Minniti supporter esterno di Salvini, Di Maio
La politica dell'aiutiamoli a casa loro. E non facciamoli sbarcare a casa nostra.

Concretamente si è raddoppiata l'offerta di minorenni prostitute nei bordelli nord europei e mai cosi basso è stato il prezzo di organi per il trapianto.

Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità sul traffico illegale di organi umani c'è davvero di che rabbrividire. Solo nell'ultimo anno l'offerta di reni da trapiantare si è raddoppiato in rapida ascesa anche pezzi di fegato, un tratto di intestino o una cornea. L'espianto e l'impianto non sono operazioni particolarmente complesse e non richiedono né attrezzature sofisticate né competenze di altissimo livello.

Quel che in Libia fanno con gli immigrati non sono cose che ci riguardano ne abbiamo competenze ha dichiarato recentemente Minniti


P.S.
𝐏𝐨𝐬𝐭 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐅𝐁 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨


Questo articolo è stato pubblicato anche sul mio profilo FB
Mi è stato notificato che FB aveva eliminato il mio post perché definito Fake News e quindi Spam.

Subito dopo però , dopo "loro attenta verifica" il post è stato ripristinato, perché risultato facente riferimento a dati e notizie vere e veritiere prelevate da fonti attendibili e ufficiali

Tutti i miei ringraziamenti per colui/coloro che hanno effettuato la segnalazione a FB perché mi da l'opportunità di accreditarmi come fonte che non spara cazzate e che verifica sempre le sue fonti

Ho pertanto accettato di buon grado le scuse che mi ha posto FB!


12 dicembre 2017

Racconti di repressione – La passeggiata del terrore, contributi dalla terra di Bari



DICEMBRE 12, 2017


Questo racconto ho voluto scriverlo per condividere con compagne e compagni la mia esperienza di lotta al financo del popolo NOTAP

Ringrazio innanzitutto per la solidarietà che ho ricevuto dai compagn* e dagli attivist* del movimento NOTAP. Ciò che ho subito insieme a tanti altri è stata un aggressione a cielo aperto. E tutto questo non deve rimanere in silenzio. Le forze dell’ordine si sono accanite su di noi sia verbalmente con ingiurie e offese sessiste che fisicamente con i manganelli alla mano. Ero per terra quando ho ricevuto la prima manganellata; colpita alle spalle, mi giravo e rivolgendo lo sguardo verso l’alto vedevo la sagoma di un poliziotto che mi sferrava un secondo colpo con il manganello. D’istinto ho alzato il braccio per proteggermi. La manganellata è arrivata e se non fosse stata per la solidarietà attiva di due compagne che si trovavano vicino a me, avrebbe continuato. Il tempo per realizzare ciò che stava accadendo veniva scandito dal dolore al braccio e al gomito, tanto da non riuscire più a muoverlo nel giro di pochi secondi. Sono seduta a terra e sento le voci dei miei compagni e le urla di un dirigente di PS che camminando avanti e indietro con il manganello nella mano, fomentava i suoi sottoposti con odio e rabbia contro persone oramai immobilizzate, costrette a stare in ginocchio e con le manette ai polsi.



Intorno a noi un clima di feroce barbarie. Non ci si poteva muovere manco per prendere l’acqua dallo zaino che subito arrivava il celerino. Non è mancata la battuta squallida da parte di un agente verso una ragazza che era vicino a me: “Ti piacciono le manette eh?”. Bastardo. Dopo circa due ore siamo stati divisi in gruppi da 6/7 persone e condotti verso i blindati. All’interno del pulmino non ci si poteva avvicinare con lo sguardo al finestrino che immediatamente una guardia arrivava a chiudere la tendina per impedircelo. Durante il tragitto non mancavano le risatine tra le guardie di sottofondo. Una scena divertente eh?…

Ci hanno portato in questura e condotti in una stanza che li rappresentava tutti metaforicamente. La luce bianca e fredda dei neon rifletteva il clima intorno a noi. Abbiamo chiesto di poter andare in bagno. Anche questo è avvenuto a rilento. Seduta per terra inizio a sentire dolore alle gambe per i colpi ricevuti mentre il dolore al mio gomito aumenta. Dovevo farmi forza; avrei voluto piangere, ma non l’ho fatto perché quelle bestie non meritano soddisfazione. Niente sedie nella stanza bianca, seduta per terra per due ore su quel pavimento ghiacciato finalmente vedo una infermiera del 118. Un’altra ragazza ha il corpo a macchie violastre e nere come il mio. Se non fosse stato per un’infermiera determinata che si è imposta su una dirigente della digos saremmo rimaste in quelle condizioni per lungo tempo. Questa è stata forse la sensazione più terrificante che ho subito. L’indifferenza e il totale menefreghismo nei nostri confronti. Trascorso diverso tempo e dopo avermi foto segnalato e preso le impronte, sono riuscita a salire in ambulanza, nonostante tutti i loro tentativi di rallentare la procedura, riuscendo a portare con me il cellulare. Una volta giunta in ambulanza sono scoppiata a piangere. Avevo bisogno di tirare fuori la rabbia e il dolore contemporaneamente è stato il primo momento in cui mi sono sentita libera dopo diverse ore. In ospedale il calo emotivo della tensione era inversamente proporzionale alla preoccupazione per i miei compagni. Ero sola ma sapevo che c’erano i compagn* che pensavano a me. Non dimenticherò mai chi si è mosso per proteggermi dalla carica della polizia così come chi mi ha aiutato in questa dura vicenda. Di tutta questa storia conserverò per sempre la solidarietà ricevuta, gli abbracci e i sorrisi che ho ricevuto da chi come me ha subito una brutale repressione da parte delle forze dell’ordine e dello Stato.

Catene e vincoli della UE

Entro il 2018 i paesi dell’Unione dovranno decidere se inserire il Fiscal compact nei trattati UE. In Italia la discussione su questo passaggio è quasi totalmente assente e si rischia, come in altre occasioni, che le decisioni vengano prese senza alcun dibattito.

L'inserimento nei Trattati è quasi un vincolo permanente, Questi sono approvati all'unanimità ed rompere quei trattati richiede una atto di ribellione e di forza da parte dello Stato richiedente.
Chi pensa della riformabilità di questa Europa crede alla possibilità che gli asini possano volare.

Già nel 2013, su iniziativa italiana, il Financial Times aveva pubblicato il “monito degli economisti“, firmato da alcuni dei più noti economisti viventi, che descriveva l’unificazione monetaria come un esperimento destinato a implodere a meno di una profonda rivisitazione del quadro di regole, tra le quali quelle previste dal Patto.

Quel "manifesto" oggi è ripreso sollevando il monito e le conseguenze dell'inserimento del Fiscal Compact nei trattati europei

La trappola dei cosi detti vitalizzi

Bocciato la norma che portava da retributivo a contributivo le pensioni dei Parlamentari ( erroneamente chiamati vitalizzi. Questi sono stati aboliti nel 2011)

Ricordo che ben 608 sono i parlamentari che il 18 settembre hanno maturato il diritto alla Pensione quando compieranno i 65 anni e che probabilmente non ritorneranno più a sedersi sui sacri scranni parlamentari. 400 di loro sono parlamentari prima del 2012 e quindi soggetti al doppio regime contributivo e retributivo

Ricordo ancora che difficilmente la natura umana porta alla autoflagellazione e a immolarsi sull'altare della giusta causa. A parole , probabilmente si, ma sopratutto quando riguarda gli altri.

Ricordo ancora che questo emendamento conteneva in se una trappola. Per i comuni mortali
Se fosse passato l'emendamento il passo successivo sarebbe stato quello di estendere il principio a tutti i pensionati INPS che alla data del 31/12/1995 hanno versato 18 anni di contributi e che hanno diritto al doppio calcolo retributivo per i contributi prima del 2011 e contributivo per i contributi dopo tale data. ( legge Fornero) ( per la Corte Costituzionale sarebbe stato una sentenza facile facile)

Come si vede non è questo il privilegio di cui godono i Parlamentari. Il vero concreto privilegio è che maturano il diritto alla pensione dopo solo 5 anni di contributi e godono di un calcolo pensionistico molto più vantaggioso rispetto ad un comune lavoratore. (Con 5 anni di contributi un parlamentare avrà diritto ad una pensione di circa 1000 Euro. Un lavoratore dopo quarant'anni di lavoro , a doppio regime, stenta a prendere 700 Euro)

Ma mentre questa norma coinvolge tutti i Parlamentari , giovani e meno giovani , quella cosi detta contro i vitalizzi come la chiamano i pentastellati, riguarda solo i 400 aventi diritto .
Cosi stante le cose è facile fare gli omosessuali con il culo degli altri!!!!!!

Son passati quasi cinquant'anni, ma sembra ieri!!

La Strage di Stato continua......

Ieri era contro le forze del Lavoro e del riscatto sociale, contro una forza di opposizione e di progresso sociale .
Oggi non si compie nei confini del Paese, ma fuori, in Libia e sono tutti d'accordo. Dal Governo, a Minniti, da Salvini a Di Maio. Si compie la Strage di Stato nei Lager libici.
Cambia lo scenario, cambiano i soggetti fisici,ma rimane inalterato la finalità!

11 dicembre 2017

occupati o posti di lavoro?

Vorrei ricordare ce con la definizione di occupato si intende coloro che
“OCCUPATO” chiunque, di età superiore ai 14 anni, abbia lavorato almeno "un’ora" nella settimana di riferimento, a fronte di una retribuzione non necessariamente di tipo monetario.
È invece considerato “DISOCCUPATO” chi soddisfa tutti i seguenti requisiti:

  • - non è “occupato” in base alla definizione precedente;
  • -ha cercato attivamente lavoro nelle quattro settimane precedenti la settimana di riferimento dell’indagine;
  • -è disponibile a lavorare nelle due settimane successive alla settimana di riferimento

Sono invece "INATTIVI" tutti coloro che non rientrano nelle categorie precedenti.

Dalle definizioni sopra riportate, risulta evidente che la definizione di “occupato” tende ad essere molto ampia, mentre la definizione di “disoccupato” piuttosto ristretta, e questo può implicare che il tasso di disoccupazione sottostimi lo stato di salute del mercato del lavoro.

I posti di lavoro , poi non ha nessuna logica deduzione con le categorie sopra citate. Infatti vi possono essere più "occupati" per lo stesso posto di lavoro. Non solo perché occupato è chi ha lavorato una sola ora , ma anche a causa di forme di contratti che agevolano avere su uno stesso posto di lavoro più "occupati"
A fronte di supposti aumento di "occupati" vi sono sempre meno posti di lavoro a causa di chiusure di fabbriche e di attività lavorative e introduzione di robot e automazioni e informatizzazione nei processi produttivi

Per questo parlano di  JOB e mai di Work

Quantunque i trend degli occupati aumenterebbe questo non sarà mai un dato stabile e prolungato nel tempo , tanto di poter considerare questo dato come un dato di crescita economica stabile e duratura
Chi parla di occupati facendo finta di parlare di posti di lavoro mente sapendo di mentire!!!!

Chi si prende cura dei familiari malati cronici?

Spesso non si considerano gli effetti secondari dei tagli orizzontali alla Sanità Pubblica e all'assistenza ai malati cronici.

Se mancano i servizi chi si occupa dei malati cronici in famiglia ?? Ma spesso la donna! 
E in cosa si traduce tutto questo?
Se la Lorenzin invece di fare le pagliacciate sulla fertilità desse un'occhiate alle conseguenze dei suoi tagli!!!!
Questo è stato il focus sul tema della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che nel citare recenti storie di discriminazione di lavoratori che si prendono cura dei familiari malati, squarcia il velo su una realtà fatta non di rado di licenziamenti, demansionamenti, isolamenti, discriminazioni che una certa parte del mondo del lavoro pone in atto nei confronti dei lavoratori che si prendono cura di familiari malati o disabili. L’occasione è l’analisi del recente studio del CENSIS La gestione della cronicità: il ruolo strategico del caregiver( lavoratori che si prendono cura dei familiari) . EFFETTI DEL LAVORO DI CURA SULL’OCCUPAZIONE - Oltre ad altri seri impatti negativi, il 36,9% di loro dichiara che il lavoro di cura ha generato un deleterio effetto sulla propria occupazione, che va dai problemi per le ripetute assenze sul lavoro, alla necessità di chiedere il part-time, fino alla scelta di andare in pensione o di licenziarsi.A subire di più, appunto, sono le donne, le quali si occupano in maniera maggioritaria delle mansioni di cura famigliare, marginalizzazione, retribuzioni più basse… e troppo spesso sono le prime ad essere licenziate nei momenti di crisi, generando nuove povertà. Licenziamenti durante il congedo parentale, demansionamenti, o anche forme di mobbing o marginalizzazione perché fruiscono dei permessi cui hanno diritto.

Un reddito per tutti!!!

Sul reddito di cittadinanza se ne sono dette a iosa e di confusione se ne è fatta tanta. MA in Italia tutti quelli che ne parlano che se ne fanno un vanto di buona politica,, di politica di inclusione, di aiuto, in realtà fanno solo propaganda inneggiando non ad un reddito, ma solo a oboli di carità concependoli come aiuti di disoccupazione.
Negli altri paesi europei e tutti stati capitalistici e liberisti il reddito di cittadinanza ha la sua reale applicazione dalla California alla Finlandia, in Olanda e Barcellona. In Scozia è stato annunciato un progetto.

Il parlamento di Zurigo ha adottato la sperimentazione di un reddito di base incondizionato e universale che potrebbe essere il primo passo verso l’estensione .
Reddito di base incondizionato e universale per tutti coloro che sono sulla soglia di povertà.

Certo il massimo sarebbe avere un lavoro e non un reddito senza nulla in cambio. Ma in mancanza del lavoro .......
Il concetto è che se la società non è in grado di dare un lavoro a tutti, lavoro inteso non come diritto, ma come dovere, lavoro che da accesso alla sopravvivenza, allora è la società che deve provvedere.
Meglio sarebbe che non danaro fornire , ma servizi sociale, Una casa, l'accesso alla cultura, l'accesso alla mobilità, Ossia la possibilità all'accesso a quello che sono definiti servizi minimi indispensabili per la dignità di un uomo!
Non quindi la remunerazione monetaria, ma servizi!!!!

Tutti coloro che ne parlano pensando a qualcosa di diverso, fanno solo propaganda politica e populismo!!!!

meglio uno shampoo e balsamo

Grasso. "Il mio obiettivo è allargare, nessuna preclusione al Pd".

Non alternativi, ma possibilisti!

"E' amaranto che indica protezione".
Non lotta e rivendicazioni, ma al massimo assistenzialismo caritatevole

"Poi ci sono alcune foglioline, a forma di E, che indicano le donne presenti nel nostro movimento e il ruolo che svolgono nel Paese".
Solo foglioline come appendici al fianco come vezzeggiativo alla "I " che primeggia.

Il simbolo è esattamente quello che rappresenta e vuol essere questa formazione di Grasso e di notabili dell'ex PD.
Sembra più la réclame di uno shampoo per i capelli!!!

Non ho mai avuto dubbi, ma ora ho la certezza dei loro propositi!

10 dicembre 2017

Se nessuno pensa a noi, ci pensiamo noi!!!!

A Napoli parrucchieri per taglio povertà
In strada il servizio a favore delle persone in difficoltà

Napoli non smetterà mai di stupire. !!!!! E di dare lezioni di umanità!

L'iniziativa parte dall'associazione 'Salvi per un pelo' formata da barbieri ed estetisti che a Napoli ogni settimana offre gratis mani e forbici a chi è in difficoltà.

E' una delle forme, di Mutuo Soccorso che si dovrebbe estendere per tutte le necessità e i bisogni dei lavoratori bisognosi.
Questa è una delle forme di protesta, di astensionismo e boicottaggio , al'insegna del 
"""""A noi ci pensiamo noi!"""""""

6 dicembre 2017

Intanto si fa. Poi la troviamo la scusa

Si è sparsa la notizia che Alemanno e Storace entrano nella Lega di Salvini!!!
La Lega che voleva il federalismo e l'Italia spaccata in due e i fascisti Alemanno e Storace che si battevano per la Nazione unita. Ora insieme.

Sono gli uni che sono andati dagli altri o viceversa?
In realtà le questioni ideali non centrano nulla. La Meloni non li voleva candidare, Salvini si Ed ecco spiegato la migrazione.
E come hanno mascherato l'operazione?
Insieme per il popolo sovranista! ( che casso poi significa ,non si sà. )
Pensate che siano delle mosche bianche? Ma se è tutto il Parlamento composto da queste migrazioni. Nessuno escluso ( 37 sono i Parlamentari eletti nel M5S e che sono passati,dal PD, alla Meloni a FI. Loro i puri e duri)

Che poi se vogliamo ragionare in termini elettoralistici, credo che Salvini abbia fatto un pessimo affare. HA portato dentro di se un altro pezzetto del vecchio regime,e non si sa a quanto ammonta il loro patrimonio di voti. Si perché di questo si tratta.

E nel nuovo Parlamento di questi casi saranno ancora più numerosi. Più gli equilibri partitici si basano sulla differenza di piccoli numeri, più la voglia di migrare cresce.


Chi crede ancora in questo sistema, o è un illuso, o è colluso!!!!

5 dicembre 2017

inquina, ma quanto inquina?



Negli ultimi mesi la questione del passaggio dai veicoli a propulsione tradizionale a quelli elettrici è venuta fortemente alla ribalta nel mondo.
Ma è veramente solo una questione di sensibilità e di presa di coscienza da parte dei produttori di auto?
Dal momento che le principali case occidentali vendono nel paese una quantità molto importante di vetture (tranne forse soltanto la FCA per mancanza di grandi investimenti in ricerca e sviluppo) e vi conseguono in media profitti altrettanto importanti, esse si sono affrettate ad annunciare la produzione di modelli elettrici in quantità e l’apertura di numerosi stabilimenti di batterie, non solo in Cina, ma in tutto il resto del mondo.

Da quando la Cina ha deciso la produzione di auto a trazione elettrica o ibrida , fissando nel 2030 la dismissione di produzione a trazione tradizionale, questa è diventata la prima produttrice di questo tipo di auto , occupando di fatto una posizione di primo piano ed occupando una fetta di mercato , ancora in parte vergine. Questo ha trascinato tutti gli altri produttori, ad occupare nicchie di questo mercato ancora rimaste scoperte. Di fatto rappresentando una occasione per i loro profitti.
Dunque solo una questione di concorrenza e non di ecologismo riscoperto!


Ma questa corsa alla trazione elettrica porterà ad un qualità dell'aria e a meno inquinamento?

La produzione di batterie sempre meno pesanti e più efficienti richiede una quantità di materiali nobili e poco presenti nel nostro pianeta. Non a caso la Cina è ormai il leader nella ricerca ed estrazioni di detti materiali Grandi quantità di metalli, in particolare di litio, cromo, grafite e quantità più ridotte di nickel, alluminio, manganese e rame ecobalto. Gran parte di tali metalli si trovano localizzati nei paesi emergenti e sopratutto in paesi poveri del centro e sud dell'Africa. Di qui la politica di penetrazioni in questi paesi della Cina che ormai è diventata la prima potenza industriale presente in questi paesi. I principali giacimenti di cobalto sono collocati nella Repubblica Democratica del Congo, paese dove, come sottolinea l’Unicef, vengono oggi sfruttati nella sua produzione 40 mila bambini (Sanderson, Hume, 2017), cifra che dovrebbe quindi nei prossimi anni aumentare con la crescita della domanda

Ma quanto ecologica e rispettosa delle risorse umane sono le auto a trazione elettrica?
E sopratutto si eliminerà o porterà alla diminuzione dell'uso di energia da fonti fossili?

Se si pensa al tipo di energia che viene utilizzata per produrre e far funzionare la batteria, alla produzione delle parti, all’uso su strada, alla rottamazione, queste produzioni sono meno amiche dell’ambiente di alcuni piccoli modelli a combustione tradizionale ( rapporto McGee, 2017).

Secondo Lisbeth Dahllöf e Mia Romare, autrici dello studio, la produzione di questi accumulatori genera l’immissione in atmosfera di enormi quantità di CO2 (diretta ed equivalente): dai 150 ai 200 kg per ogni kWh di potenza.
Una moderna utilitaria equipaggiata con un motore a benzina da 1200 cc per produrre le stesse quantità di CO2 dovrebbe percorrere rispettivamente 42.000 e 154.000 km.
Senza parlare del ciclo di vita di questi accumulatori Dopo 5 anni, la perdita di efficienza può aggirarsi intorno al 5%: dopo 8 anni, il valore può raggiungere il 30%. Molte case automobilistiche, nel caso di repentina ed anomala riduzione dell’efficienza della batteria, offrono uno specifico  eventuale sostituzione.

E in particolare si consuma molta energia nella produzione di batterie agli ioni di litio e nella generazione di energia per la ricarica delle stesse. Senza parlare dei costi nelle infrastrutture nel dotare tutte le stazioni di rifornimento tradizionali su strada e in città di fonti di energia elettrica, e molte di più visto che i KM di autonomia sono di molto inferiore, ancora, delle vettura a trazione tradizionale.

Si avrà dunque un incremento nella produzione di energia elettrica per la ricarica e tutte prodotte da fonti di energia fossile. Non dunque una eliminazione dei gas serra,ma un suo incremento

E' un falso ed una mistificazione, dunque dichiarare che le auto a trazione elettrica inquinano meno