24 luglio 2017

il meno tasse è ugualitarismo?

Nella canea della discussione sulla siccità e razionamento dell'acqua, ( propedeutica alla richiesta che arriverà come soluzione per la sua completa privatizzazione! in culo al referendum) , nei meandri dei mass media specializzati si nasconde la discussione, o meglio dire la presa di consapevolezza resa organica della flat tax ( naturalmente l'inglesismo è d'obbligo, in questi casi)
A voler guardare dietro gli slogan, però, si scopre rapidamente che il “meno tasse” non è “per tutti”. Per chi già oggi paga poco, perché guadagna pochissimo, non cambierebbe praticamente nulla. Per chi paga un po’ di più – fino ai 25-30.000 euro l’anno lordi, tipo 1.600-1.800 euro netti al mese – ci sarebbe un modesto guadagno (un paio di bollette, o poco più). Per chi guadagna parecchio, invece, il risparmio sarebbe direttamente proporzionale alla dimensione del reddito posseduto. Se hai milioni, guadagni (risparmi) milioni. Una tassa uguale per tutti aumenta le disuguaglianze, in una popolazione che non ha un reddito uguale per tutti.


Quando ce ne renderemo conto sarà ormai troppo tardi. La decisione sarà presa e ce la presenteranno come inevitabile.
Problema tecnico o politico?

23 luglio 2017

in culo al referendum


Il Lago di Bracciano è al livello di soglia minima, siamo in emergenza, improvvisamente.
E allora togliamo l'acqua ai Romani.
Naturalmente siamo all'emergenza! Come al solito.
Nessuno dice però che si perde il 40% di acqua durante il trasporto e che Roma con i suoi 16 acquedotti era la città con il numero di fontane più alto in Europa e le più artistiche. Era la città con il più alto livello di acqua pro capite a disposizione.
Sicuramente i cambiamenti climatici hanno contribuito. Ma allora da cosa si vede il buon amministratore dal politicante?
Nel prevedere , prendere atto e programmare il futuro. E maggiori erano le prospettive nere che si prospettava per Roma( e non solo) , maggiori dovevano e devono essere le capacità di progettare e prevenire le emergenze.

Oggi invece il buon politico lo indichiamo dal suo grado di non aver commesso ""ancora"" reati contro il patrimonio e per fini personali.

Oggi ci troviamo al bivio O il Lago di Bracciano e l'emergenza idrogeologica, o la sete dei Romani!
Ma forse non necessariamente il bivio è questo.
E se si stia preparando per dare il colpo finale all'immagine dell'acqua come bene comune e farci spingere a considerare che l'acqua è un bene prezioso e che quindi vada mercificata?
In culo al referendum?

22 luglio 2017

Quello che si sa meno di Genova 2001

Dai verbali dei GOM (Gruppo Operativo Mobile) della polizia Penitenziaria e a verbale nel processo
Presso il carcere di Bolzaneto dove vennero portati decine di manifestanti di Genova.
Questi fatti sono meno noti rispetto alla macelleria messicana della Diaz o degli scontri avvenuti in città


Fermato n° 38, straniero. Offeso, mentre era nudo, rivolgendogli domande sulla sua vita sentimentale e sessuale, veniva costretto a spogliarsi nudo e a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania costretto con la minaccia di percosse con la cintura presa ad altro detenuto, a fare delle giravolte sul pavimento; percosso e ingiuriato con sgambetti e sputi da due ali di agenti mentre transitava nel corridoio.


Fermato n° 47, straniero. Percosso nel corridoio con calci e pugni, percosso nell’infermeria mentre veniva perquisito e sottoposto a visita medica con un pugno al torace, in conseguenza delle percosse riportava la frattura della costola destra, percosso, ingiuriato e minacciato in bagno da due agenti che lo costringevano a mettersi davanti al wc e gli dicevano “orina finocchio “, e minacciavano di violentarlo con un manganello, con lo stesso manganello lo percuotevano all’interno delle cosce procurandogli ematomi, percuotevano ancora con pugni alla testa e alle spalle.


Fermata n° 60, italiana. Accompagnata dalla cella al bagno, costretta a camminare lungo il corridoio con la testa abbassata e le mani sulla testa, colpita da altri agenti con calci, derisa e minacciata, costretta con violenza e minacce a chinare la testa all’interno della turca; insultata con : “puttana”, “troia” e a subire da altri agenti frasi ingiuriose con riferimenti sessuali del tipo “che bel culo “, “ti piace il manganello”, costretta a fare il saluto romano e a dire: “viva il duce “, “viva la polizia penitenziaria”.

21 luglio 2017

prendine uno per educarne 100

Due lavoratori dello Spalanzani rappresentanti del sindacato COBAS e infermieri per aver compiuto semplicemente il loro dovere, rischiano il licenziamento!
Di cosa sono accusati?
Di aver pubblicamente denunciato i vergognosi risultati di anni di politiche di privatizzazioni selvagge e di tagli indiscriminati ai servizi pubblici essenziali: carenze di personale, condizioni di lavoro sempre peggiori, a partire da un assurdo regime orario che non risparmia neanche i turni notturni, una conseguente diminuzione della qualità dell’assistenza e dei servizi e la chiusura di reparti. E tutto documentato e suffragato da prove testimoniali e dati di fatto. Il tutto condito da una direzione dell’ospedale che ha assunto un atteggiamento sempre più dirigista e verticista, che vuole precludere ai lavoratori ogni confronto riguardo alle decisioni intraprese.


Occorre per la direzione sanitaria che certi atteggiamenti non debbano più avvenire, per questo chiedono una sanzione disciplinare forte e esemplare!!!

20 luglio 2017

Avanti un'altra!!

E in partenza sul primo binario ,un altra stoccata per i lavoratori.
Il diritto di sciopero.
Vi è stata , naturalmente, tutta una preparazione per creare l'atmosfera giusta, da parte dei mass media. E man mano che si va avanti la preparazione sarà sempre più stringente.
Le Commissioni congiunte Lavoro e Affari Costituzionali, infatti, cominciano l'esame dei due disegni di legge contro il diritto di sciopero. Testi che sembrano destinati a unificarsi:
Prima firmatari, pensate un pò chi sono? Due noti generali nella guerra contro i diritti dei lavoratori, entrambi provenienti dal sindacato CGIL, entrambi di provenienza dal craxismo, Protagonisti entrambi e molto stacanovisti in questo loro compito che lo svolgono non si sa bene se per passione innata o per incarichi ricevuti!

Con il n. 2006 a prima firma Pietro Ichino (PD) e il n. 1286 che porta il nome di Maurizio Sacconi (AP-NCD) si vorrebbe riservare il diritto allo sciopero alle sigle sindacali con almeno la metà della rappresentatività di categoria. ( con la benedizione di CGIL,CISL,UIL )  Inoltre, l’adesione andrebbe comunicata almeno cinque giorni prima dell’evento e non si potrebbero più indire assemblee sindacali in orario di lavoro.

A questo si aggiunge che Il garante degli scioperi(sic) Giuseppe Santoro Passarelli, ha affermato che i tempi "sono maturi" per una nuova regolamentazione degli scioperi e sulla rappresentatività dei sindacati.

Il quadro è completo e l'iter parlamentare della legge scontato. Chi mai si opporrà?
E chi lo farà ,ma con poca convinzione, lo farà solo per affermare la propria ragione diesistere come opposizione.

Dopo questo solo il deserto del Day After!!!


E’ iniziato alle 19 di ieri, mercoledì 19, luglio e si concluderà alle 7 di venerdì 21 lo sciopero proclamato all’Ilva dall’Unione Sindacale di Base. Uno sciopero che coincide con il primo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con la cordata Arcelor Mittal sul futuro industriale dell’azienda, la mattina del 20 luglio.Presupposto dell'incontro sono oltre 4.000 esuberi e la rivisitazione dei contratti di lavoro annunciato d Ancelor Mittal e il silenzio che invece accompagna i temi appalto, salute e ambiente.
Il Governo si è tirato indietro e non vuol mettere una lira sul più grande complesso industriale d'Europa
Lo stesso governo che stanzia decine di miliardi per salvare banche private, come MPS e le banche venete, fallite per le operazioni speculative di imprenditori privati, ma non permette che lo Stato spenda un centesimo per salvare i posti di lavoro. In queste condizioni avallare la svendita dell’Ilva a Arcelor Mittal sarebbe un grave errore che verrà pagato in futuro dai lavoratori e dal paese.


Perché questa svendita sarà l'ultima. Dopo ci sarà solo il deserto del Day After!!!!

19 luglio 2017

Una tragedia annunciata


Incendio della pineta di Castel Fusano Roma
Da tempo si sono denunciate mucchi di rifiuti fumante nelle immediate vicinanze della pineta. Ma ne AMA, ne Vigili Urbani, ne nessun altro ha provveduto a rimuoverli
Da tempo le cisterne e vasche messe nelle zone strategiche vicino alla Pineta che dovevano essere riempite d'acqua per l'emergenza cosi come era stato prevista dopo l'ultimo incendio, in realtà erano abbandonate ed utilizzate come cassonetti di rifiuti. Incuria, noncuranza da parte di enti preposti ed amministrazioni.
Catastrofe dovuto a malati? Piromani? calamità naturale?
Può darsi, ma di sicuro se avessero dato ascolto ai cittadini, forse non avremmo avuto una catastrofe di queste dimensioni.
Eppure non è la prima volta che la pineta è divorata da incendi!!!   

18 luglio 2017

nuovo business Distruggere territorio per guadagnaci

Qualcuno crederà veramente che ad appiccare gli incendi sia solo opera di maniaci. Malati e si chiude cosi la partita.
In realtà gli incendi , quelli più importanti come quelli che imperversano da Napoli a Roma e in molte parti di'Italia in passato come oggi hanno dietro fini speculativi e di interessi privati.
Storicamente, gli incendi sono stati appiccati soprattutto in aree appetibili alla speculazione edilizia. Un terreno boschivo demaniale e protetto dalla legislazione, una volta distrutto, può essere più facilmente sottoposto a revisione della destinazione d’uso da parte di amministrazioni locali “permeabili” alle pressioni affaristiche private. ( Vesuvio, Castel Fusano etc etc) Quindi venduto (“privatizzato”) a prezzi da “terreno agricolo” e rapidamente trasformato in “edificabile”.
Ma oggi questo non basta più ,e si affacciano nuovi interessi.

Hanno prima consentito e spinto allo smantellamento di tutte le strutture e uomini adibiti allo specifico incarico. Accompagnata prima da una campagna di stampa denigratoria
Società private che agiscono come un consorzio monopolistico e incassano cifre folli per ogni ora di intervento: 15.000 euro l’ora per un Canadair, 5.000 per un elicottero.
A che serve tenere una struttura e uomini a terra , inutilizzati, quando una società che va per il mondo, là dove scoppiano gli incendi massimizza gli investimenti attrezzatura e uomini e li mette a profitto?
 Dal punto di vista capitalistico non fa una piega!!
Più incendi scoppiano più business E la dove non arriva la natura, interviene la mano miracolosa dell'uomo.
Ma è solo l'inizio
Oltre al corpo forestale anche i Vigili del Fuoco sono sotto attacco per il loro smantellamento e sostituzioni con società private. Società Body Rental. Prestano manodopera a basso costo..
Per loro assumere immigrati clandestini a quattro euro e con l'arma del ricatto disposti a correre qualunque rischio.
E il cerchio si chiude!!!
Poi troveranno sempre qualche povero disgraziato , pagato e fatto passare per malato, per appiccare qualche focolaio.

E la logica del nuovo capitalismo nel nostro Paese
""distruggere territorio per guadagnarci qualcosa, senza produrre assolutamente nulla.""



17 luglio 2017

lavorare gratis, lavorare tutti


La proposta 5 Stelle di De Masi per l'occupazione


Dal libro di “Lavorare gratis, lavorare tutti”. Il titolo potrebbe sembrare una provocazione ma così non è. A Domenico De Masi, definito “uno dei più apprezzati accademici italiani sui temi dell'occupazione” è stato commissionato, dal Movimento 5 stelle, uno studio-ricerca sul futuro del lavoro. Da questo studio-ricerca (che, da quanto pubblicato nel bilancio 2016 del gruppo parlamentare del M5S, ha comportato una spesa per un importo complessivo di 56.771 euro)
la soluzione proposta dall'illustre sociologo è semplice “per dare lavoro ai disoccupati basterebbe ridurre di poco l'orario di lavoro degli occupati”. Fin qui tutto bene. Ma De Masi, in un'intervista, spiega: “Serve che i lavoratori occupati e pagati cedano un po' di lavoro. Siccome non amo la violenza, ho proposto che i disoccupati mettano la loro forza lavoro sul mercato gratuitamente. In questo modo il mercato si spacca, si altera. E gli occupati, arrivati alle strette, cederanno una parte del lavoro”.


e questo sarebbe uno studioso per l'occupazione e studioso assoldato dal M5S che lo ha introdotto nel proprio programma di governo

La UE se ne frega dell'emergenza migranti in Italia



Poi però arrivato i dati forniti dall’Unhcr nel 2016 i migranti arrivati in Italia sono stati 181.405 contro i 153.843 del 2015. Nel 2015 la Germania ha accolto circa un milione di migranti, la cifra più alta d’Europa sia in termini relativi che assoluti, ed è stata tra i sei stati su ventotto dell’Unione Europea che si sono presi a carico di quasi l’80% delle richieste d’asilo presentate in Europa e nel 2016 il flusso di immigrati in entrata è stato dell’ordine di 14 mila persone al mese.
I fondi di emergenza a favore dell’Italia messi a disposizione dalla Commissione UE ammontano a 38,2 milioni di euro, di cui 13,5 milioni di euro al Ministero dell’Interno cui si aggiungono altri 2,5 milioni di euro per interventi rivolti ai minori non accompagnati, 16,7 milioni di euro al Ministero della Difesa e 5,5 milioni di euro alla Guardia Costiera . Gli aiuti si aggiungono ai 592,6 milioni di euro già assegnati all’Italia tramite i programmi nazionali supportati dall’Isf e dell’Amif (quando la Francia ne ha visti assegnati 20 e il Regno Unito 27). A questi si aggiungono le risorse per attività di trattenimento, accoglienza, inclusione, integrazione degli immigrati oltre a quelli già stanziati e pari a 320 milioni di euro per il 2017 (come da legge di bilancio). Da non sottovalutare poi i fondi UE pari a circa 15 miliardi di euro per il periodo 2014 – 2020 assegnati al Programma di finanziamento per i progetti nell’ambito della politica europea di vicinato (Eni) e gli altri 19 miliardi di euro assegnati allo Strumento per la cooperazione alo sviluppo (Dci 2014 – 2020) ai quali l’Italia può attingere. Senza contare gli altri programmi di finanziamento come quelli volti alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2020 (molto rifocalizzata su immigrazione e accoglienza). Ed è di qualche giorno fa da parte di Bruxelles un nuovo finanziamento in arrivo a Roma per 528,1 milioni di euro, con l’invito a spenderli da subito in accoglienza, assistenza sanitaria, legale e materiale dei migranti in questa nuova estate di arrivi”.
Ma tutti questi soldi dove finiscono?